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Chi aiuta chi aiuta?

La demenza è una malattia cronicodegenerativa, invalidante, che colpisce l’individuo nella sua totalità: dal punto di vista cognitivo (memoria, attenzione, orientamento, ragionamento, giudizio), comportamentale, emozionale. L’autonomia della persona affetta da tale patologia si riduce sempre di più ed aumenta via via la centralità del caregiver, ovvero di chi si prende cura del malato. Quando si parla di demenza, in molti pensano che si tratti di Alzheimer mentre esistono anche altre tipologie di demenza a seconda dell’area cerebrale coinvolta e con cause, sintomi e conseguenze differenti, come la demenza di Parkinson, la demenza a corpi di Lewy, la demenza vascolare e quella frontotemporale.

I sintomi manifestati dalla persona colpita da demenza hanno una ricaduta sul carico assistenziale del caregiver in termini di impegno fisico, psicologico, relazionale e finanziario. “Aver cura” può stancare e stressare notevolmente. Infatti, si sommano le incombenze burocratiche e le commissioni varie, il poco tempo per sé e per la rete familiare/sociale, le tensioni fisiche (spesso il caregiver soffre di mal di testa, di problemi gastrici e viene colpito da altri disturbi psicosomatici), il malessere emotivo (con possibili sensi di colpa, ansia e depressione).

Prendersi cura del caregiver e quindi aiutare chi aiuta è fondamentale. Si può distinguere il caregiver informale (un familiare che supporta il proprio caro ammalato, un amico di famiglia…) e il caregiver professionale (assistente domiciliare, infermiere, operatore sociosanitario…). Ma come si può aiutare il familiare, l’operatore o il professionista che si prende cura della persona con demenza?

Innanzitutto, è fondamentale dare a chi si prende cura le corrette informazioni sulla patologia e sul suo decorso, fornire indicazioni su attività occupazionali e metodi di comunicazione verbale e non verbale da proporre autonomamente in seguito, supportare il caregiver nella gestione dell’impatto dei deficit che si accumulano e nella gestione delle emozioni che si presentano condividendo le esperienze vissute nella relazione con la persona con demenza. E’ importante insegnare al caregiver a prendersi cura di se stesso per potersi prendere cura dell’altro e prevenire il burnout inteso come esaurimento delle proprie risorse psicofisiche.

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